PNRR: opportunità per le imprese

L’Unione degli Industriali della Provincia di Varese, in collaborazione con KPMG, ha organizzato un webinar dal titolo “PNRR: opportunità per le imprese”. Al centro dell’attenzione i fondi destinati alle aziende, le opportunità di finanziamento e l’approccio da adottare per poter sfruttare al meglio le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. “Troviamo di grande interesse l’argomento perché la maggior parte di noi, addetti ai lavori e imprenditori, ha bene in mente quali siano gli aspetti macro del PNRR, ma quando si parla di mettere in pratica quanto letto e appreso, il tutto si complica. Ecco perché abbiamo pensato a questo incontro con gli esperti di KPMG, per capire come e quante delle risorse del PNRR sono a disposizione delle imprese, dove si trovano, in che modo se ne può beneficare e con quali strumenti finanziari”, ha commentato Marco De Battista, Coordinatore della Aree Economiche di Univa. “Il paradigma e le logiche del PNRR – ha poi aggiunto Ivan Spertini, Partner KPMG Advisory – sono diverse da quelle di altri bandi europei a cui le imprese sono abituate. Speriamo, perciò, con questo webinar di riuscire a spiegare in maniera esaustiva cosa c’è di differente e a dare risposta ai molti dubbi che imprenditori ed aziende stanno maturando nei confronti del PNRR”.
Il quadro generale
In risposta alla crisi pandemica, l’Unione Europea ha ideato e finanziato una strategia di ripresa chiamata Next Generation EU (NGEU). L’iniziativa prevede investimenti e riforme per accelerare la transizione ecologica e digitale e conseguire una maggiore equità di genere, territoriale e generazionale. NGEU finanzia, fra l’altro, un Piano di Ripresa e Resilienza (PNRR) per ogni Stato membro per un totale di circa 750 miliardi di euro. Il PNRR italiano prevede una dotazione complessiva di 235 miliardi, da suddividere in 6 missioni, a loro volta articolate in 16 componenti. Ciascuna prevede investimenti e riforme, per un totale di oltre 300 iniziative. Entro il 2026 il PNRR stima un incremento di circa il 3,6% del PIL italiano e una crescita dell’occupazione di circa il 3,2%. “Non abbiamo mai avuto a che fare con un piano con risorse così ingenti: sono ben 134 gli interventi a disposizione delle aziende, per una dotazione complessiva di circa 82 miliardi di euro”, ha spiegato Giorgia Aresu, Partner KPMG Advisory.
Le modalità di finanziamento del PNRR
Le risorse verranno erogate alle imprese tramite modalità di finanziamento diretto ed in particolare: strumenti finanziari come prestiti, garanzie ed equity, credito d’imposta e agevolazioni anche per risorse già spese e trasferimenti a fondo perduto, per interventi da richiedere dal giorno successivo all’uscita del bando. Inoltre, le imprese potranno accedere a circa 133 miliardi di euro rispondendo alle gare ed appalti previsti per la realizzazione del PNRR. “Rispetto a fondi strutturali, c’è più spazio per le grandi imprese, non solo per le Pmi – ha proseguito Aresu –. È anche possibile rispondere ai bandi in logica di filiera e di sistema e gli strumenti possono essere combinati. Sul sito internet dei Ministeri di riferimento si possono monitorare i bandi, quelli in essere e quelli futuri: le opportunità vanno colte con una certa urgenza, il tempo per reagire non è molto, considerando la progettualità che c’è dietro”.
Gli investimenti: possibilità per le imprese
“Sono tre gli ambiti di interesse per le imprese della provincia di Varese: digitalizzazione e competitività del sistema produttivo (missione 1), ricerca (missione 4), formazione professionale e politiche per il lavoro (missione 5)”, ha spiegato Dario Arban, Partner KPMG Advisory. “Per quanto riguarda le politiche industriali di filiera e l’internazionalizzazione (parte della missione 1), è previsto nel PNRR un importante stanziamento di quasi 2 milioni di euro, per il rafforzamento delle filiere produttive attraverso lo strumento dei Contratti di Sviluppo, che prevede finanziamenti a tasso agevolato ed un contributo a fondo perduto, in particolare contributi in conto impianti, finanziamenti agevolati, contributi in conto interessi e contributi diretti alla spesa. In altre parole, un supporto per grossi progetti, con investimenti superiori ai 20 milioni di euro. Si tratta di strumenti importanti se si pensa all’entità del finanziamento, fondamentali per aiutare le aziende italiane a ricominciare ad investire sul territorio ed incrementare le possibilità di occupazione”, ha proseguito poi Arban. Altro strumento fondamentale per quanto riguarda l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese è il Fondo Simest, grazie a cui è possibile richiedere un finanziamento a tasso agevolato con una quota a fondo perduto fino al 25% e senza necessità di presentare garanzie, rivolto alle Pmi che hanno bisogno di supporto per competere sul mercato estero.
Se si parla invece di Transizione 4.0 (parte della missione 1), gli strumenti applicabili sono il Credito d’imposta per attività di ricerca, sviluppo e innovazione, per investimenti in beni strumentali in chiave Industria 4.0 e per formazione 4.0, “incentivi già esistenti, le cui scadenze sono state prorogate anche per investimenti realizzati a partire dal 2019”, ha precisato Arban. Un milione di euro verrà, invece, stanziato a supporto delle imprese che intendono finanziare la realizzazione di progetti di ricerca e sviluppo per sperimentare e introdurre soluzioni innovative in azienda (parte della missione 4), tramite gli Accordi per l’Innovazione. Uno strumento del Ministero dello sviluppo economico (MISE) che finanzia progetti di rilevanza strategica per la competitività tecnologica di imprese e centri di ricerca sul territorio nazionale. Le agevolazioni consistono in un contributo diretto alla spesa con limite massimo delle agevolazioni concedibili pari al 50% dei costi ammissibili di ricerca industriale e al 25% dei costi ammissibili di sviluppo sperimentale e un finanziamento agevolato, nel limite del 20% dei costi e delle spese ammissibili. Infine, per il campo formazione e lavoro (missione 5), è stato pensato il Fondo nuove competenze, che sostiene il costo delle ore di formazione degli addetti che hanno rimodulato l’orario di lavoro per destinare parte delle ore allo sviluppo di specifiche competenze.
Per ulteriori chiarimenti sulle tematiche legate al PNRR è possibile contattare l’Area Innovazione dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese.
Per saperne di più:
- Sito “Italia domani, piano nazionale di ripresa e resilienza”
- Scarica il PNRR
- Scarica la presentazione di KPMG
